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Quando ho aperto il pacchetto che conteneva questo libro, al primo sguardo la copertina, seppur nera, mi ha subito ispirato simpatia, un bel punto interrogativo sul nome dell’autore ma quella chitarra e quella citazione nel titolo mi hanno trasmesso all’istante vibrazioni positive.
E’ un noir, non ci sono dubbi, la collana non mente, ma allora quella chitarra? C’entra poco e forse c’entrano relativamente anche i ‘The Clash‘ nonostante inoltrandosi nella lettura si scopre che ogni capitolo ha come titolo un loro pezzo… e sempre molto pertinente con quello che sta per succedere.
Questo romanzo è proprio un noir come Dio comanda: una trama ben costruita, morti come se piovesse, suspense, sesso, amore, il tutto scritto nel giusto linguaggio, ma soprattutto: il protagonista perfetto. L’irlandese McCash un tipo che mi ha ricordato un pò il Bruce Willis di qualche film, massì di quelli americani che avete visto tutti, non fate i moralisti o gli intellettuali del cazzo, quelli che vedono solo film francesi preferibilmente in bianco e nero e soprattutto di qualche fottuto regista sconosciuto.
Abbiate il coraggio di ammettere che, come a me, anche a voi il buon Bruce ha svoltato un bel pò di serate quando non potevate uscire dopo cena in settimana o quando eravate troppo stanchi per qualunque attività cerebrale più faticosa di stare stravaccati sul divano, con una di quelle pellicole in cui lui era il classico sfigato-che-ispira-simpatia, fallito, depresso e in preda ai peggiori vizi ma in fondo buono e di quei buoni che, alla fine pugno dopo pugno, esplosione dopo esplosione, ne escono massacrati fisicamente, ma da vincitori… riconquistando magari pure la loro bella.
Ecco il nostro uomo è un pò così, sfigato ma con una dose di sfiga addosso che nemmeno ‘il secondo tragico Fantozzi‘ e in più lui non è che faccia molto per aiutarsi: la moglie lo lascia (cazzo sei acido come un vasetto di yogurt scaduto nell’80…), gli amici tutti persi in galera o all’estero (beh se hai solo amici tra le file dell’IRA…), salute a pezzi (sono 25 anni che hai un fottuto occhio di vetro e non l’hai mai disinfettato…) e per chiudere il cerchio è appena mancato il tuo cantante preferito, Joe Strummer… eh no cazzo! Questa non è colpa sua! Questo è troppo! L’unica via è il suicidio. Sono d’accordo. Peccato che è così tanto sfigato che non riesce nemmeno ad ammazzarsi, il postino suona il campanello un secondo prima di premere il grilletto e gli consegna una lettera da cui ha inizio tutta la storia… una storia che in 160 pagine racchiude veramente mille colpi di scena che si susseguono freneticamente.
Un film, uno di quei noir che te lo vedi mentre lo leggi e stai pure un pò in ansia, io lo consiglierei caldamente a tutti gli appassionati del genere (ammesso che un appassionato non conosca ancora Caryl Férey).

Da leggere ascoltando: beh qui è facile eh… scegliete voi, io scelgo Sandinista!

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