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Mi sono avvicinato con diffidenza a questo ennesimo libro sul mondo ultras che tanto amo, non avevo molta voglia di rileggere le solite storie di scontri e di vicende viste il più delle volte troppo a senso unico (e spesso gonfiate o romanzate) ma sono stato stimolato a farlo dal fatto che “Tifare Contro” mi è stato regalato da un amico che so avere idee un pò diverse da me sull’argomento violenza; lui è un pò più abituato di me a guardare i 22 che corrono, io sono (ero… fui) molto più distratto dagli spalti.

Giovanni Francesio dimostra fin dalle prime pagine di essere molto ben informato sugli avvenimenti che hanno segnato il mondo del tifo in Italia, a partire dal derby di Paparelli, passando per la tragedia dell’Heysel, il derby del bambino morto e tutti gli altri eventi funesti del recente passato per arrivare all’anno del derby siciliano e di Gabriele Sandri; la sua analisi delle vicende, dei fattori che hanno portato certe situazioni a degenerare è lucidissima e mai di parte cosa che non avevo mai riscontrato, soprattutto su questo argomento.
Quello che traspare purtroppo, e che io sapevo perfettamente avendo vissuto il problema da dentro, è la solita fotografia dell’Italietta in cui chi comanda è sprovveduto, ha la soluzione dietro l’angolo ma pessimi consiglieri, in un contesto in cui lobby, media e denaro ci mettono il resto per fare in modo che le decisioni prese si rivelino sempre ed inesorabilmente le più dannose, le leggi promulgate inadeguate e raffazzonate (quando non ridicole).
Quando di decisioni e leggi si tratta, ovviamente, nei casi di Gabriele Sandri o dei tanti morti per mano delle forze di polizia la parola d’ordine è sempre stato silenzio e insabbiamento (o ripercussioni su chi realmente non c’entrava).
Sulle vicende catanesi ad esempio, ragazzi, minorenni, la cui colpevolezza è tutta da provare sbattuti in prima pagina con tanto di foto e altre notizie fatte passare decisamente in secondo piano, senza togliere che non è stato spiegato ad esempio che i tifosi, causa la mega ressa, sono stati fatti entrare tutti senza essere perquisiti… ah bè ma la partita si doveva giocare alle 15 per ragioni di sicurezza… e come mai l’hanno giocata alle 18? E perchè qualcuno aveva le chiavi per accedere impunemente(?) a tutti i settori dello stadio?
Queste sono solo un esempio di tante delle cose riportate dall’autore che io non sapevo e che non mi hanno spostato minimamente dalle mie posizioni, che anzi mi hanno aiutato a rafforzarle.
Un libro che devono assolutamente leggere tutti quelli che quando si parla di calcio amano sparare a zero sulla violenza e sugli ultras, pur non essendo magari mai andati allo stadio si ergono a giudici assoluti solo perchè in gioventù hanno militato nella Casaltettese, oppure perché loro seguono ogni partita della loro squadra del cuore in casa e in trasferta, ma in poltrona.
Un libro che devono assolutamente leggere tutti gli italioti, qualunquisti che escono con affermazioni del tipo: “io manderei via la polizia poi aprirei i cancelli e ammazzatevi tutti”, oppure la mia preferita, un grande classico: “in Inghilterra hanno risolto il problema!”.
Peccato che non sia stato scritto prima, l’avrei consigliato a centinaia di persone che conosco, però le vicende che hanno chiuso per sempre un’epoca sono recenti (11 novembre 2007) e dopo ‘Tifare Contro‘ sono ancor più convinto che sarebbe bastato poco perché tutto finisse diversamente.

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